{"id":3499,"date":"2025-02-18T21:26:44","date_gmt":"2025-02-18T20:26:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.metalitalia-festival.com\/?page_id=3499"},"modified":"2025-02-18T21:26:44","modified_gmt":"2025-02-18T20:26:44","slug":"edizione-2024","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.metalitalia-festival.com\/en\/edizione-2024\/","title":{"rendered":"Edizione 2024"},"content":{"rendered":"<p>Introduzione di <strong>Sara Sostini<\/strong><br \/>\nReport di <strong>Alessandro Elli, Andrea Intacchi, Carlo Paleari, Dario Onofrio, Federico Orano, Marco Gallarati, Roberto Guerra, Simone Vaval\u00e0, Stefano Protti<\/strong><br \/>\nFotografie di <strong>Benedetta Gaiani, Dario Onofrio, Enrico Dal Boni, Simona Luchini<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Ci sono, nel corso dell&#8217;anno, appuntamenti fissi, attesi con un misto di trepidazione e gioia: per noi di Metalitalia.com, il nostro festival \u00e8 &#8211; \u00e7a va sans dire &#8211; uno di questi.<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Due giorni (+ uno) in cui il nostro quotidiano impegno nel documentare e scandagliare i sommovimenti della nostra musica preferita trova la propria realizzazione pratica: portare quella stessa musica su un palco.<br \/>\n<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Negli anni, abbiamo sempre cercato di lavorare &#8211; con i nostri partner e lo staff del Live Club che ci ha adottati dalla prima edizione &#8211; per migliorare, implementare e rendere quanto pi\u00f9 possibile godibile questo evento, guardando a quelle esperienze, in Italia e all&#8217;estero, che lavorano con la medesima filosofia di base e ricavandone energie preziose da investire nel lavoro di costruzione, a tinte ovviamente neroverdi, del festival: che sia la possibilit\u00e0 di entrare ed uscire liberamente dal festival grazie ai braccialetti, i meet &amp; greet (sempre molto partecipati), le postazioni di ricarica di telefonini e dispositivi vari, gli immancabili stand di distro e libri, gli sforzi continui per migliorare l&#8217;efficienza di cucina e bar cercando di mantenere prezzi umani, il Metalitalia.com Ink, convention di tatuaggi quest&#8217;anno alla seconda edizione. E, ovviamente, tenendo sempre la musica in cima a qualsiasi priorit\u00e0.<br \/>\n<\/strong><strong><br \/>\nCon l&#8217;undicesima edizione, tutta dedicata alle sonorit\u00e0 pi\u00f9 thrash, epiche e heavy, con una sana sfumatura di zolfo a condire il tutto (chicche, prime volte in Italia e set speciali inclusi, come leggerete), portiamo a casa un entusiasmo rinnovato e la determinazione di continuare a lavorare con lo stesso spirito anche per l&#8217;anno prossimo: prima di raccontarvi il nostro punto di vista sui concerti del weekend appena trascorso, lasciamo a voi del pubblico i feedback finali, e vi ringraziamo ancora una volta tutti &#8211; da chi \u00e8 affezionato spettatore dal 2012 a chi quest&#8217;anno \u00e8 venuto per la prima volta; i moltissimi sorrisi e commenti entusiasti tra un concerto e l&#8217;altro sono insieme la soddisfazione e lo stimolo migliore per continuare a fornirvi occhi, orecchie e cuori di musica metal.<br \/>\n<\/strong><\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-569112\" title=\"\" src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/metalitalia-festival-2024-bill-completo-700x988.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"988\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>VENERD\u00cc 13 SETTEMBRE<\/strong><\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-576166\" src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/metalitalia-festival-2024-warm-up-thumb-700x366.png\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"366\" \/><\/p>\n<p>La serata di warm-up del Metalitalia Festival capita di venerd\u00ec 13 e ci piace constatare come, tra il pubblico delle prime ore, ancora sparuto ma sicuramente attento, ci sia un prode mascherato con le fattezze di Jason Voorhees: qual modo migliore di dare il kick-off alla nostra tre giorni metallica?<\/p>\n<p>I lombardi <strong>REJEKTS<\/strong> sono i primi a salire sul palco dello storico Bloom di Mezzago e lo fanno ammettendo con ammirevole limpidezza che &#8220;<em>noi siamo i Rejekts da Saronno e siamo arrivati in ritardo<\/em>&#8220;: onesti, puliti, basso profilo e via con una mezz&#8217;ora di grind\/post-hardcore andata in crescendo, in primis grazie alla maggiore scioltezza acquisita dai ragazzi con il passare dei minuti e poi &#8211; presumiamo il soundcheck sia stato fatto per miracolo &#8211; per un acuto perfezionamento dei suoni, ad inizio show alquanto cacofonici.<\/p>\n<p>A cavallo tra l&#8217;ignoranza dei Cripple Bastards, con i quali condividono il cantato in italiano, e l&#8217;oscurit\u00e0 melodico\/atmosferica dei The Secret, i Rejekts riescono a trasmettere solo a met\u00e0 la bont\u00e0 del loro ultimo lavoro &#8220;Adamo&#8221; (2021), ma non per questo per noi sono bocciati, anzi! Con &#8220;Divorati Dal Tempo&#8221;, &#8220;Enki Li Fece Enlil Li Distrusse&#8221; e soprattutto la pi\u00f9 articolata, ma massacrante, &#8220;Il Quinto Sole&#8221;, i cinque saronnesi hanno dimostrato di essersi meritati la posizione d&#8217;apertura della nostra serata di riscaldamento. Condizioni non ottimali, impegno massimo, promossi. (Marco Gallarati)<\/p>\n<div id=\"attachment_582857\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-582857\" class=\"size-large wp-image-582857\" src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Rejects-13-09-2024-15-700x467.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-582857\" class=\"wp-caption-text\">Rejects &#8211; Metalitalia.com Festival warm-up &#8211; 13 settembre 2024 &#8211; foto Enrico Dal Boni<\/p><\/div>\n<p>Con i varesini <strong>OVERCHARGE\u00a0<\/strong>la dimensione di questo warm-up si sposta su toni decisamente pi\u00f9 classici e inossidabili, trattandosi di un trio dedito ad una divertente e grintosa commistione di speed metal e punk, con ben pi\u00f9 di qualche menzione ai leggendari e compianti Motorhead, il cui storico leader Lemmy Kilmister rappresenta ancora oggi una fonte di ispirazione senza limiti, anche per il frontman della band qui presente, Marcello Sarino.<\/p>\n<p>Sin dalle iniziali &#8220;Nighthawk&#8221; e &#8220;Raven!&#8221; appare chiara l&#8217;attitudine di questi tre pazzoidi, il cui temperamento on stage, abbinato ad una proposta musicale ad acceleratore spianato, rappresenta una scusa validissima per tutti gli astanti per darsi a un po&#8217; di headbanging coi denti digrignati.<\/p>\n<p>Inoltre, fa piacere che ci sia sempre posto per un messaggio morale a tratti semplice, ma anche dannatamente attuale, rappresentato da un brano contro la guerra come &#8220;Morire Od Uccidere&#8221;, che sancisce anche la fine della prima met\u00e0 del concerto. In generale non si tratta di uno show con dei guizzi artistici particolari da menzionare, quanto pi\u00f9 di una piacevolissima parentesi a base di pura adrenalina ed essenza nostalgica per un sound genuino e meritevole di essere preservato, di cui questa band nostrana si conferma una degna ambasciatrice fino ai momenti finali sulle smitraglianti &#8220;Backfire&#8221; e &#8220;Black Diesel Breath&#8221;. (Roberto Guerra)<\/p>\n<div id=\"attachment_582884\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-582884\" class=\"size-large wp-image-582884\" src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Overcharge-13-09-2024-20-700x467.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-582884\" class=\"wp-caption-text\">Overcharge &#8211; Metalitalia.com Festival warm-up &#8211; 13 settembre 2024 &#8211; foto Enrico Dal Boni<\/p><\/div>\n<p>Ad essere molto attesa, in questo warm-up, \u00e8 sicuramente l&#8217;esibizione dei <strong>BOTTOMLESS<\/strong>, ormai da un anno distaccatisi dalla presenza di Sara Bianchin, oramai presissima dalla creatura Messa. Una formazione chiacchieratissima, ci viene da dire giustamente nel senso pi\u00f9 positivo del termine, che si inserisce perfettamente nel revival delle sonorit\u00e0 oscure e occulte, dai Coven ai Black Sabbath, passando anche per i nostrani Black Widow.<\/p>\n<p>L&#8217;apertura \u00e8 affidata a &#8220;Burning The Vampire&#8221;, proveniente dallo split con i Witching Altar di prossima uscita: se qualcuno aveva dubbi sul songwriting e la presenza scenica pu\u00f2 stare sereno, visto che Giorgio Trombino, David Lucido e Laura Nardelli tirano fuori uno show oscuro, doom e tenebroso quanto basta.<br \/>\nGran parte della setlist viene ovviamente dedicata all&#8217;ultima prova in studio &#8220;The Banishing&#8221;, uscita nel 2023: fra una &#8220;The Great Unknown&#8221; e l&#8217;ottima &#8220;By The Sword Of The Archangel&#8221;, il disco si prende tutta la scena, lasciando al debut omonimo della band &#8220;The Talking Mask&#8221; e &#8220;Centuries Asleep&#8221;, in un concerto che vede il gruppo in forma come non mai.<br \/>\nLa chiusura \u00e8 affidata a &#8220;Shadows Call&#8221;, proveniente di nuovo dallo split di prossima uscita. La riconferma di una delle realt\u00e0 emergenti nel panorama doom occulto italiano, che non vediamo sinceramente l&#8217;ora di risentire con una setlist pi\u00f9 lunga. (Dario Onofrio)<\/p>\n<p>Questo tipo di suoni \u00e8 perfetto per inaugurare anche un momento di collaborazione artistica collettiva: i tatuatori Clod The Ripper, Welt, Giancarlo Capra e Maurizio Brughera si avvicinano alle quattro tavole bianche appese sulla parete del Bloom e cominciano a tracciare, ognuno col proprio unico stile, un disegno che cambia volto e muta forma ad ogni cambio di mano. I quattro si alternano sulle tavole, studiandone l&#8217;evoluzione, lavorando di carboncino, dita e gomma per dare ad ogni tratto un&#8217;impronta unica.<br \/>\nCi\u00f2 che emerge &#8211; ad ogni cambio di mano, ad ogni cambio di gruppo &#8211; sono quattro visioni su terre di incubi: figure femminili, demoni dalla forma caprina, paesaggi non euclidei, ossa, carne e cartilagine, occhi folli, luci splendenti, ali luciferine&#8230; Ogni tavola come figlio bastardo e meticcio di otto mani e quattro menti diverse, a testimoniare &#8211; la sera stessa e i due giorni successivi, in esposizione al Live Club &#8211; il legame unico tra la musica metal e le altre forme d&#8217;arte.<br \/>\nUn esperimento riuscito, anche vedendo l&#8217;interesse generale con cui viene seguita l&#8217;intera sessione di disegno. (Sara Sostini)<\/p>\n<div id=\"attachment_583164\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-583164\" class=\"size-large wp-image-583164\" src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Art-Fusion-Night-13-09-2024-039-700x467.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-583164\" class=\"wp-caption-text\">Art Fusion Night &#8211; Metalitalia.com Festival warm-up &#8211; 13 settembre 2024 &#8211; foto Enrico Dal Boni<\/p><\/div>\n<p>Continua la variet\u00e0 di generi estremi all&#8217;interno del warm-up del Metalitalia Festival 2024 con l&#8217;avvento on stage dei modenesi <strong>GRUMO<\/strong>, che vanno a posizionarsi nello slot di band pi\u00f9 intransigente della serata, fra l&#8217;altro posta in mezzo alle due proposte invece pi\u00f9 orecchiabili e r\u00e8tro, ovvero quelle degli ottimi Bottomless e dei Ponte Del Diavolo.<br \/>\nFermo, almeno ufficialmente, alla pubblicazione del secondo full-length &#8220;Fallimento&#8221;, ormai risalente al 2015, il quartetto ha in realt\u00e0 in setlist praticamente tutto il nuovo disco &#8220;Sons Of Disgust&#8221;, terminato di registrare a fine 2023 e, se non abbiamo saltato qualche passaggio, ad oggi ancora inedito.<\/p>\n<p>I ragazzi emiliani hanno compiuto vent&#8217;anni nel 2024, una vita trascorsa nell&#8217;underground pi\u00f9 vero e pulsante, evolvendo da sferragliante realt\u00e0 gore-grind a pi\u00f9 matura creatura death\/grind con molti spunti groovy e americaneggianti, tanto che ora accostarli ai classicissimi Napalm Death pare limitante: Suffocation, Dying Fetus e, nelle parti pi\u00f9 lente, Obituary danno meglio l&#8217;idea del suono dei Nostri, che al Bloom sono stati ben in grado di incendiare un&#8217;audience forse un po&#8217; impreparata alla dose di violenza dei Grumo e pi\u00f9 propensa a farsi cullare dalle melodie ondeggianti e Seventies degli appena scesi dal palco Bottomless.<\/p>\n<p>Nessuna paura, comunque, per i quattro di Modena, che hanno spaccato tutto con una precisione, una tecnica ed una resa sonora di primo piano. E anche la presenza scenica, dopo due decadi di esperienza, \u00e8 stata quella di un gruppo navigato e consapevole della propria volont\u00e0 di fare del male. Davvero potenti mazzate, cari Grumo, in attesa di tornare tra le brume esoteriche del metal pi\u00f9 oscuro e fumoso&#8230; (Marco Gallarati)<\/p>\n<div id=\"attachment_582925\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-582925\" class=\"size-large wp-image-582925\" src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Grumo-13-09-2024-17-700x467.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-582925\" class=\"wp-caption-text\">Grumo &#8211; Metalitalia.com Festival warm-up &#8211; 13 settembre 2024 &#8211; foto Enrico Dal Boni<\/p><\/div>\n<p>L&#8217;ultima band a salire sul palco sono i <strong>PONTE DEL DIAVOLO<\/strong>. L&#8217;ora \u00e8 ormai tarda, le energie residue, dopo questo lungo venerd\u00ec sera, sono al lumicino, soprattutto considerando che siamo solo all&#8217;antipasto di tre giorni di fuoco, ma uno show dei torinesi \u00e8 un piatto troppo ghiotto per lasciarselo scappare e, proprio per questo motivo, molti sono rimasti al Bloom per assistere allo spettacolo.<\/p>\n<p>Sono trascorsi ormai sette mesi dalla pubblicazione di &#8220;Fire Blades From The Tomb&#8221;, primo album del quintetto, uscito su Season Of Mist dopo tre EP, e i piemontesi hanno sfruttato questo lungo periodo di tempo con una proficua attivit\u00e0 live, tanto da guadagnarsi un meritato posto al prestigioso Inferno Metal Festival in Norvegia per il 2025.<br \/>\nSi parte, come da consuetudine, con le note registrate di &#8220;Non, Je Ne Regrette Rien&#8221; di Edith Piaf, sulle quali il gruppo entra in scena per attaccare con i riff serrati di &#8220;Demone&#8221;: \u00e8 subito chiaro come i cinque siano ormai rodati ed affiatati, un&#8217;intesa consolidata grazie a tutte le date recenti in giro per l&#8217;Italia e non solo.<\/p>\n<p>Il centro del palco \u00e8 tutto per la cantante Elena Camusso (nome d&#8217;arte Erba Del Diavolo) che, istrionica e coinvolgente, guida i pezzi con la sua voce destreggiandosi su pi\u00f9 registri, alternando italiano ed inglese. Non ha senso bollare con un&#8217;etichetta il genere proposto, il quale si contraddistingue per le soluzioni originali che vanno a pescare da un certo doom dal carattere esoterico come dal post-punk e dal goth rock, non disdegnando altres\u00ec qualche puntata nel black metal, e la scelta, sicuramente azzeccata, di avere due bassi in formazione \u00e8 un ulteriore passo verso questa eccentricit\u00e0.<\/p>\n<p>La resa di brani come &#8220;La Razza&#8221; e &#8220;Un Bacio A Mezzanotte&#8221; \u00e8 impetuosa e carica di nera energia, e cos\u00ec si pu\u00f2 dire per il trascinante ritornello &#8220;Scintilla&#8221;, mentre la misteriosa &#8220;Covenant&#8221; e l&#8217;atmosfera jazzata di &#8220;Red As The Sex Of She Who Lives In Death&#8221; permettono ai presenti di tirare il fiato almeno per qualche istante. &#8220;Ave&#8221;, altro tuffo nel passato, va a suggellare cinquanta minuti di musica oscura e sanguigna.<br \/>\nA questo punto non si pu\u00f2 pi\u00f9 parlare di effetto sorpresa, e lo spettacolo di questa sera \u00e8 solo la conferma del valore del Ponte Del Diavolo: si conclude cos\u00ec il warm-up del Metalitalia Festival, e non poteva esserci miglior preparazione per le due giornate infernali che ci attendono. (Alessandro Elli)<\/p>\n<div id=\"attachment_583136\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-583136\" class=\"size-large wp-image-583136\" src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Ponte-del-Diavolo-13-09-2024-21-700x467.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-583136\" class=\"wp-caption-text\">Ponte del Diavolo &#8211; Metalitalia.com Festival warm-up &#8211; 13 settembre 2024 &#8211; foto Enrico Dal Boni<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>SABATO 14 SETTEMBRE<\/strong><\/h3>\n<p>\u00c8 il ruggito di una motosega ad aprire il nostro festival, quella con cui sale sul palco il cantante degli <strong>HUSQWARNAH<\/strong>: un\u00a0suono che diventa in pochi secondi una ninna nanna, rispetto all\u2019impatto mortifero e devastante di \u201cMelting Face\u201d, il brano con cui la band lombarda decide di assalire il gi\u00e0 discretamente numeroso pubblico.<br \/>\nI cinque danno subito l\u2019impressione di voler dare il massimo, ma anche di volersi divertire: \u00e8 probabilmente lo spirito migliore per sfruttare solo mezz\u2019ora a disposizione e in un orario non di spicco, e infatti il risultato viene colto nel segno.<\/p>\n<p>Se si esclude qualche problema tecnico nel missaggio della voce \u2013 ed \u00e8 un vero peccato, perch\u00e9 Maurizio Caverzan mostra anche in sede live una versatilit\u00e0 e una potenza notevoli \u2013 la loro formula funziona alla grande.<br \/>\nFuori dai paragoni con Asphyx o Bolt Thrower, c\u2019\u00e8 uno spiccato elemento di personalit\u00e0 nel modo in cui amalgamano un gran tiro e tanto groove: il basso di Lorenzo Corno spicca in diversi passaggi, specie ripensando alla sua assenza sul palco del Magnolia nel concerto dello scorso luglio, ed \u00e8 un perfetto contraltare alla batteria tellurica (e tecnicissima) di Riccardo. Le due chitarre, con uno stile e un approccio differente, si intersecano alla perfezione: vedere la velocit\u00e0 di polso del nuovo ingresso Emanuele farebbe godere qualsiasi fisioterapista per le prospettive di lavoro, mentre JP Lisi ha movenze pi\u00f9 misurate, e anche questo contribuisce alla buona e spavalda presenza scenica della band.<\/p>\n<p>La scaletta \u00e8 equamente divisa tra il primo disco e il nuovo full-length, in uscita proprio in questi giorni, e sicuramente il tiro e l\u2019apprezzamento del pubblico non risentono dello spazio dedicato a brani inediti. Citiamo come uno dei momenti che abbiamo apprezzato maggiormente \u201cScreams From The Cellar\u201d, con il suo affascinante avvio rallentato, dall\u2019atmosfera morbosa, che esplode poi come un treno a tutta velocit\u00e0. Buona la prima (band)! (Simone Vaval\u00e0)<\/p>\n<div id=\"attachment_581970\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-581970\" class=\"size-large wp-image-581970\" src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Husqwarnah-Metalitalia.com-Festival-14-09-2024-28-700x467.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-581970\" class=\"wp-caption-text\">Husqwarnah &#8211; Metalitalia.com Festival &#8211; 14 settembre 2024 &#8211; foto Benedetta Gaiani<\/p><\/div>\n<p>A questo punto sono gli <strong>URAL<\/strong> a prendersi il palco del Live Club per iniziare a portarci in territori pi\u00f9 vicini all&#8217;headliner di giornata.<\/p>\n<p>Forti dell&#8217;uscita, lo scorso anno, del pi\u00f9 che apprezzabile &#8220;Psychoverse&#8221; e dell&#8217;entrata in line-up del nuovo chitarrista Luca Maggi, i torinesi guidati dalla voce acutissima di Andrea Calviello tirano su uno show di tutto rispetto. Fra una &#8220;Heritage&#8221; &#8211; ultimo singolo uscito per promuovere l&#8217;album &#8211; e altri brani provenienti dai precedenti &#8220;Just For Fun&#8221; e &#8220;Party With The Wolves&#8221;, gli Ural trovano finalmente il posto che secondo noi spetta loro di diritto nella scena italiana, proponendo anche &#8220;Virtual Sleep&#8221; dall&#8217;EP &#8220;Cyber Requiem&#8221; uscito nel 2022.<br \/>\nCalviello e soci sono delle macchine da palcoscenico: fra chitarre incrociate, lupi mannari e ritmi thrash devastanti c&#8217;\u00e8 anche il tempo di suonare &#8220;So What&#8221;, traccia che concludeva la penultima prova in studio, mentre ad un certo punto Alex Gervasoni scende addirittura in mezzo alla platea per eseguire un assolo.<\/p>\n<p>Che dire? L&#8217;ottima attitudine che sta seguendo l&#8217;ultima uscita della band sta dando giustamente spazio a una formazione attiva quasi da quindici anni, che non ha mai mollato il proprio posto nel panorama thrash italiano: sentiremo sicuramente parlare degli Ural di nuovo. (Dario Onofrio)<\/p>\n<div id=\"attachment_581968\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-581968\" class=\"size-large wp-image-581968\" src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Ural-Metalitalia.com-Festival-14-09-2024-26-700x467.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-581968\" class=\"wp-caption-text\">Ural &#8211; Metalitalia.com Festival &#8211; 14 settembre 2024 &#8211; foto Benedetta Gaiani<\/p><\/div>\n<p>Dopo le tranciate degli Husqwarnah e la cazzutaggine degli Ural, ecco gli <strong>ANGELUS APATRIDA<\/strong>. Chi li ha gi\u00e0 visti in azione, sa benissimo di cosa sono capaci i quattro di Albacete, i quali, per la cronaca, stazionavano presso il Live Club gi\u00e0 di prima mattina, rendendosi subito disponibili per saluti e chiacchiere con i fan.<br \/>\nSemplici ed essenziali, pochi, pochissimi fronzoli, tanta energia, pugni nello stomaco e birra a corredo: il thrash degli &#8216;Angeli senza Patria&#8217; ricalca questa formula, aggiungendo quel sano modernismo di orecchiabilit\u00e0 che riesce a non snaturare i dettami della vecchia scuola.<\/p>\n<p>La doppia &#8216;A&#8217; sullo sfondo d\u00e0 il benvenuto ai quattro spagnoli, lasciando poi che le immagini estratte dai vari album pubblicati facessero da narratrici visive durante lo show. \u00c8 il batterista Victor a calcare per primo il palco, seguito immediatamente dal chitarrista David G. Alvarez e dai fratelli Izquierdo, Jos\u00e8 al basso e Guillermo alla voce.<br \/>\nPronti via e l&#8217;assalto prende la forma tellurica di &#8220;One Of Us&#8221;. Volumi? Discreti (sono andati poi migliorando). Affluenza? Stesso discorso. Per alcuni, quello di sabato \u00e8 stato il primo approccio con gli Apatrida e cos\u00ec, dopo un primo e un po&#8217; distratto ascolto iniziale, in parecchi si sono riversati all&#8217;interno dell&#8217;area concerti per assistere all&#8217;impennata iberica di met\u00e0 pomeriggio e farsi travolgere da &#8220;Indoctrinate&#8221;, uno dei must assoluti proposti in sede live da Guillermo e compagni, grazie al suo massiccio groove di matrice &#8216;panteriana&#8217;, sapientemente bilanciato dall&#8217;esplosione in doppia cassa sparata a salve da Victor.<\/p>\n<p>Come da programma, la setlist ha colto a piene mani dall&#8217;intera discografia del combo spagnolo, preferendo i brani pi\u00f9 diretti e vivaci, cogliendo ogni volta quello stacco pi\u00f9 arioso e, per cos\u00ec dire, sobrio, tale da rendere l&#8217;impatto finale altrettanto accessibile ad un maggior numero di appassionati.<br \/>\nE allora, pronte su un piatto d&#8217;argento, a sollevare cordiali mosh &amp; circle pit, ecco servite &#8220;We Stand Alone&#8221; e &#8220;Give&#8217;em War&#8221;: da parte loro gli Angelus hanno confermato quell&#8217;atmosfera professionale e familiare, divertendosi nelle pause tra un pezzo e l&#8217;altro, brindando col pubblico, ma perfettamente in sintonia quando c&#8217;\u00e8 da macinare riff e martellare cambi di ritmo, egregiamente testimoniata da &#8220;Sharpen The Guillotine&#8221;, brano-manifesto degli Apatrida, anticipando le mine finali tra cui &#8220;You Are Next&#8221; ha cementato l&#8217;ultima mattonella di un concerto in cui il bandierone thrash di stanza ad Albacete ha sventolato a dovere. (Andrea Intacchi)<\/p>\n<div id=\"attachment_582837\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-582837\" class=\"size-large wp-image-582837\" src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Angelus-Apatrida-14-09-2024-002-700x467.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-582837\" class=\"wp-caption-text\">Angelus Apatrida &#8211; Metalitalia.com Festival &#8211; 14 settembre 2024 &#8211; foto Enrico Dal Boni<\/p><\/div>\n<p>In un&#8217;orgia gravida e brulicante di sonorit\u00e0 thrash metal dai pi\u00f9 disparati toni, l&#8217;arrivo dei <strong>CRIPPLE BASTARDS<\/strong> sulle assi del MIF 2024 suona un po&#8217; come una pausa pranzo inframezzante un massacrante turno di lavoro da otto ore in catena di montaggio&#8230;con un&#8217;unica differenza: l&#8217;ora di riposo risulta pi\u00f9 &#8216;indigesta&#8217; di tutto il resto e lascia quell&#8217;amaro sapore in bocca che tutti noi conosciamo &#8211; il sapore delle crude verit\u00e0 e delle negativit\u00e0 assolute, quelle che si realizzano quando ti alzano il sipario d&#8217;illusione che tutti i giorni vela occhi e cervello.<\/p>\n<p>La formazione astigiana, guidata al solito da un Giulio The Bastard caustico e abrasivo (nonostante suoni non perfettamente potenti come loro costume), si dimena furiosa, annichilente e perfino divertita nei meandri della propria sterminata discografia, trasformando lo spettacolo in una colata nevrotica e parossistica rigettante pece nera e fiumi di piombo.<br \/>\nDer Kommissar sciorina riff e convulsioni uno dietro le altre, senza quasi far capire a che punto si \u00e8 della performance, mentre al basso, in sostituzione provvisoria del titolare Schintu The Wretched, troviamo Eugenio Sambasile dei cremonesi Embryo, il quale viene presentato anche come nuovo secondo chitarrista, certamente un futuro valore aggiunto per la macchina mortale dei Cripple. Dietro le pelli, da par suo, Raphael Saini festeggia il suo decimo anno in formazione spappolando tamburi, cassa e rullante, tenendo botta facilmente all&#8217;andatura schizofrenica del liveset proposto.<\/p>\n<p>Dell&#8217;ora a disposizione i Bastards ne usano solo quaranta\/quarantacinque minuti, ma l&#8217;intensit\u00e0 e la foga della loro venuta sono state tali da non farci desiderare un&#8217;ulteriore dose di massacro, lieti di riaddormentarci nel fasullo torpore catatonico delle nostre vite di merda. Supremazia italiana, ci ha detto un addetto ai lavori prima dell&#8217;esibizione dei Nostri, e cos\u00ec \u00e8 stato. (Marco Gallarati)<\/p>\n<div id=\"attachment_582028\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-582028\" class=\"size-large wp-image-582028\" src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Cripple-Bastards-Metalitalia.com-Festival-14-09-2024-1-700x467.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-582028\" class=\"wp-caption-text\">Cripple Bastards &#8211; Metalitalia.com Festival &#8211; 14 settembre 2024 &#8211; foto Benedetta Gaiani<\/p><\/div>\n<p>Dopo essere sopravvissuti alla violenza catartica dei Cripple Bastards, sul palco ci attendono gli <strong>XENTRIX<\/strong>, che per celebrare la loro prima volta in Italia dalla fondazione (1985), decidono di riproporre per intero in scaletta l\u2019esordio \u201cShattered Existence\u201d, un lavoro in grado di riportarci al periodo pi\u00f9 fecondo del thrash metal, quello in cui la perizia tecnica di \u201c\u2026And Justice For All\u201d lasciava appena intravedere la svolta commerciale del \u201cBlack Album\u201d.<\/p>\n<p>Certo, la prima parte della loro setlist possiede una coerenza stilistica che, col senno dei trent\u2019anni dopo, rasenta talora l\u2019immobilit\u00e0, ma in fondo cosa possiamo attenderci da un brano intitolato \u201cNo Compromise\u201d?<\/p>\n<p>A partire dalle accelerazioni improvvise di \u201cBad Blood\u201d, comunque, il gruppo ci ricorda come sin dai primi passi fosse in grado di abbinare un\u2019impressionante tecnica d\u2019esecuzione (ora dovuta in gran parte alla sezione ritmica, formata da Chris Shires al basso e dal batterista Dennis Gasse) alla capacit\u00e0 di inserire divagazioni interessanti pure all\u2019interno di una struttura rigidamente thrash, e ne sono un esempio la bella melodia che impreziosisce \u201cPosition Of Security\u201d, o il ritmo serrato della caustica e trascinante \u201cReasons For Destruction\u201d.<\/p>\n<p>In chiusura, gli Xentrix decidono di regalarci \u201cFor Whose Advantages?\u201d e \u201cQuestions\u201d dal secondo e pi\u00f9 celebre album (\u201cFor Whose Advantages?\u201d, appunto), vere e proprie <em>madeleine<\/em> proustiane per chi ha potuto ascoltare quei dischi alla loro pubblicazione (e siamo sicuri che alcune di quelle persone fossero presenti, stasera).<br \/>\nIl concerto si chiude cos\u00ec, con Kristian Havard, la sua sei corde e tutta la band esausta e visibilmente felice, di fronte ad una platea che in loro onore non si \u00e8 risparmiata n\u00e9 in applausi n\u00e9 in crowd surfing. (Stefano Protti)<\/p>\n<div id=\"attachment_582085\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-582085\" class=\"size-large wp-image-582085\" src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Xentrix-Metalitalia.com-Festival-14-09-2024-10-700x467.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-582085\" class=\"wp-caption-text\">Xentrix &#8211; Metalitalia.com Festival &#8211; 14 settembre 2024 &#8211; foto Benedetta Gaiani<\/p><\/div>\n<p>La band che nel 1990 era probabilmente una delle pi\u00f9 estreme dell&#8217;intero panorama thrash metal si appresta a calcare per la prima volta un palco italiano, e ci riferiamo naturalmente ai mitici <strong>MORBID SAINT<\/strong> e al loro granitico mix a base di speed e thrash metal, con in pi\u00f9 quellasapiente spruzzata di death che non guasta mai.<br \/>\nL&#8217;inizio \u00e8 invero un po&#8217; deboluccio, complice probabilmente anche qualche iniziale problema tecnico, come confermato anche dai numerosi cenni del chitarrista Jim Fergades in direzione dei tecnici. Fortunatamente la situazione ben presto migliora, come ben confermato dai volumi sempre pi\u00f9 impattanti e dalla risposta sempre pi\u00f9 feroce da parte degli astanti, che hanno ancora decisamente tanta birra in corpo da smaltire nel moshpit.<\/p>\n<p>Ben presto la carneficina prende piede, permettendo ad autentici inni del calibri di &#8220;Lock Up Your Children&#8221;, &#8220;Crying For Death&#8221; e &#8220;Beyond The Gates Of Hell&#8221; di sprigionare tutto il potenziale di una formazione sottovalutata come poche, nonch\u00e9 dal tocco riassuntivo di ci\u00f2 che, all&#8217;epoca dell&#8217;uscita del leggendario &#8220;Spectrum Of Death&#8221;, significava suonare in una band estrema.<\/p>\n<p>La presenza sul palco \u00e8 essenziale, ma il frontman Pat Lind riesce a indossare le vesti dell&#8217;intrattenitore con somma naturalezza, tra una sfuriata vocale e l&#8217;altra, mentre alle sue spalle il combo macina riff e mazzate con tutta la volont\u00e0 di lasciare un segno del proprio primo passaggio in terra italica.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 posto anche per qualche pezzo pi\u00f9 recente, inclusa l&#8217;apprezzata e ancora nuovissima &#8220;Rise From The Ashes&#8221;, ma appare lapalissiano che le attenzioni maggiori vadano tutte a quel capolavoro datato 1990, che in questa sede viene omaggiato e valorizzato con la dovuta cura, indipendentemente dall&#8217;inizio un po&#8217; timido.<\/p>\n<p>La nostra speranza, una volta concluso uno show che definiremmo solido e dritto al punto, \u00e8 di poter nuovamente assistere ad una calata dei Morbid Saint dalle nostre parti, come enunciato anche dalla band stessa, visibilmente contenta e divertita almeno quanto noi di quanto appena svolto su questo palco. (Roberto Guerra)<\/p>\n<div id=\"attachment_582170\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-582170\" class=\"size-large wp-image-582170\" src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Morbid-Saint-Metalitalia.com-Festival-14-09-2024-16-700x467.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-582170\" class=\"wp-caption-text\">Morbid Saint &#8211; Metalitalia.com Festival &#8211; 14 settembre 2024 &#8211; foto Benedetta Gaiani<\/p><\/div>\n<p>Una delle note, anzi, oseremmo dire l&#8217;unica nota dolente di una prima giornata semplicemente impeccabile ha purtroppo riguardato i suoni percepiti durante alcune delle otto performance in programma.<br \/>\nE tra di esse, purtroppo, la maggiormente colpita da una sfortunata gestione dei volumi \u00e8 stata quella dei <strong>DESTRUCTION<\/strong>. Il cingolato tedesco, guidato dall&#8217;eterno Schmier e protagonista di uno dei meet &amp; greet meglio riusciti, proprio per l&#8217;entusiasmo dimostrato dalla band stessa nei confronti dei fan, ha fatto il suo ingresso on stage sulle note di &#8220;Curse The Gods&#8221;.<\/p>\n<p>Al centro il mastodontico bassista, con lui i fidi sodali alle sei corde Damir Eskic e Martin Furia; l\u00e0 dietro, a comandare, Randy Black e la sua batteria, altrettanto imponente, tutti bardati con tanto di gilet borchiato e scenografia ad hoc; insomma, il classico set da Destruction.<br \/>\nCi siamo appostati in zona transenna per vivere al meglio l&#8217;atmosfera e, a fronte di un collaudatissimo moshpit &#8211; rimasto tale sino all&#8217;ultimo rintocco di &#8220;Bestial Invasion&#8221; &#8211; qualcosa \u00e8 balzato immediato all&#8217;orecchio: le regine assolute del thrash, le macchine letali del classico <em>&#8216;fffeefffefffere&#8230;.<\/em>&#8221; (leggasi, &#8216;riff&#8217;), insomma le chitarre, sono rimaste sin da subito coperte dall&#8217;operato del poderoso drumkit di Tony Black, creando un suono poco limpido da una parte e sin troppo caotico dall&#8217;altro; un fattore determinante se si pensa alla nuova formula a quattro adottata dalla band.<\/p>\n<p>Non convinti, abbiamo deciso di spostarci in diverse zone del locale, salendo poi anche ai piani alti per verificare se la situazione potesse migliorare ed invece, nonostante l&#8217;entusiasmo generale (quando Schmier &amp; Co. pigiano il piede sull&#8217;acceleratore il godimento \u00e8 assicurato), la risposta uditiva \u00e8 risultata anche peggiore, con la voce del leader teutonico coperta dalla baraonda sonora, apparsa ancor pi\u00f9 evidente nei passaggi pi\u00f9 tirati.<\/p>\n<p>Nel frattempo, la setlist non si \u00e8 discostata molto da quelle proposte nell&#8217;ultimo periodo, pescando soprattutto dai primissimi lavori pubblicati: dei dodici pezzi previsti in scaletta, ben sette hanno caratterizzato la malvagit\u00e0 di album come &#8220;Infernal Overkill&#8221; ed &#8220;Eternal Devastation&#8221; o la grettezza di un EP come &#8220;Sentence Of Death&#8221;. Con essi, l&#8217;ipnotica &#8220;Release Of Agony&#8221;, &#8220;Nailed To The Cross&#8221;, ormai eletta ad un vero e proprio classico, e la recente &#8220;Diabolical&#8221;. Nuova, infine, &#8220;No Kings No Masters&#8221;, rilasciata lo scorso giugno e pronta per essere inserita nel prossimo disco, il quale, da voci di corridoio, dovrebbe arrivare nei primi mesi del nuovo anno.<\/p>\n<p>Attraversate ben bene altre postazioni del Live Club, abbiamo infine sostato in zona mixer dove, effettivamente, qualcosa di pi\u00f9 &#8216;chiaro&#8217; \u00e8 arrivato ai nostri padiglioni auricolari, riuscendo cos\u00ec a cogliere una dose maggiore della colata thrash riversata dai Destruction.<br \/>\nConcerto quindi dai due volti, quello portato a termine dai pazzi macellai di Weil am Rhein: se sul palco Schmier e compagni hanno confermato la consueta potenza in sede live, altrettanto non si \u00e8 potuto dire al di qua della balaustra, dove suoni non calibrati hanno inficiato sulla resa finale dell&#8217;esibizione. (Andrea Intacchi)<\/p>\n<div id=\"attachment_582173\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-582173\" class=\"size-large wp-image-582173\" src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Destruction-Metalitalia.com-Festival-14-09-2024-15-700x467.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-582173\" class=\"wp-caption-text\">Destruction &#8211; Metalitalia.com Festival &#8211; 14 settembre 2024 &#8211; foto Benedetta Gaiani<\/p><\/div>\n<p>Citando il grande Sergio Leone, il quale etichett\u00f2 Clint Eastwood come un attore da due sole espressioni, &#8220;<em>con il cappello e l&#8217;altra senza cappello<\/em>&#8220;, anche il leader degli <strong>OVERKILL<\/strong>, Bobby Blitz, si ha seguito l&#8217;esempio dell&#8217;attore americano, esibendosi con e senza cintura. Per chi infatti non l&#8217;avesse notato, in pi\u00f9 di un&#8217;occasione il cantante della thrash band statunitense ha cercato di terminare il brano di turno con la cinta bella abbottonata ed invece, con un gesto di totale liberazione, si \u00e8 visto ogni volta costretto ad allentare la tensione, sganciando completamente la fibbia, come se qualcosa (la stessa cintura, a quanto pare) impedisse la regolare respirazione.<\/p>\n<p>Singolare minuzia a fronte di uno show laminato neroverde, intriso di grinta e bordato di acciaio. Gli Overkill sono arrivati alla data del Metalitalia.com Festival nelle vesti di headliner, concludendo di fatto il tour europeo che li ha visti protagonisti, insieme agli Angelus Apatrida, di questa prima parte del mese di settembre.<br \/>\nLa band del New Jersey, lo sappiamo bene, \u00e8 sinonimo di energia e divertimento. E alla base di questa elettrizzante formula vi sono due autentici pilastri, incastonati da oltre quarant&#8217;anni: da una parte lo stesso Bobby Ellsworth, dall&#8217;altra D.D Verni. Cosa accadrebbe se uno dei due dovesse mancare on stage? La risposta l&#8217;abbiamo avuta direttamente noi: la spalla del bassista \u00e8 tornata a ridare problemi e, di comune accordo con il resto della band, la presenza negli show del tour \u00e8 stata ridotta al minimo, anticipando cos\u00ec il rientro di D.D. in terra d&#8217;Oltreoceano. Da qui la sostituzione: fuori Verni, dentro Christian &#8216;Speesy&#8217; Giesler, bassista storico dei Kreator.<\/p>\n<p>Ma se sul piano tecnico la prestazione globale non ha sub\u00ecto grossi scossoni (anche se il basso di D.D. \u00e8, come dire, pi\u00f9 tonante), dal punto di vista scenico e di hype generale la scarica elettrica \u00e8 stata in un certo verso dimezzata. Pi\u00f9 che Giesler, infatti, quello che ha suonato al fianco di Bobby \u00e8 sembrato essere lo spiritello del teutonico bassista: esile, compassato, quasi intimidito; per certi versi ha ricordato le ultime apparizioni del chitarrista Mike dei Destruction. Passare da una sorta di secondo frontman ad un&#8217;apparizione cos\u00ec schiva non \u00e8 stato semplice, tuttavia la potenza sprigionata dal resto del gruppo, mista all&#8217;esperienza di fondo, ha prevalso sulla &#8216;riservatezza&#8217; di Giesler.<\/p>\n<p>Sono state le note di &#8220;Scorched&#8221;, title-track e opener dell&#8217;ultimo album rilasciato dagli Overkill, ad introdurci nell&#8217;ultima tirata thrash della prima giornata del festival. Un&#8217;apripista pesante, marchiata di groove, utile ad anticipare uno di quei brani in grado di far rizzare i capelli anche a coloro che ne sono sprovvisti: &#8220;Rotten To The Core&#8221; ha vinto ancora. Punto.<br \/>\nDa par suo Bobby ha &#8216;litigato&#8217; come al solito con l&#8217;asta del microfono, colpevole di non essere cos\u00ec pronta e reattiva rispetto alle sue continue scorribande fuori e dentro al palco: &#8220;<em>Devi stare ferma, ok?<\/em>&#8221; sembra dirgli ogni volta. In ogni caso non si esime dal riversare sul pubblico la potenza di pezzi come &#8220;Bring Me The Night&#8221;, la pi\u00f9 leggiadra &#8220;Hello From The Gutter&#8221; oppure &#8220;Electric Rattlesnake&#8221;, altra hit capace di scuotere ogni singolo disco intervertebrale.<\/p>\n<p>Lo show di sabato ci ha inoltre permesso di vedere all&#8217;opera il nuovo batterista Jeramie Kling, gi\u00e0 drummer dei Ribspreader e in passato dei Venom Ink.: in attesa di capire se verr\u00e0 ufficializzato o meno, ci limitiamo a dire che, rispetto a Jason Bittner, una maggior irruenza esecutiva \u00e8 andata di pari passo con una minor precisione stilistica. A chiudere il cerchio, anch&#8217;essi ormai divenuti membri storici, il nerboruto Dave Linsk e Derek Tailer.<\/p>\n<p>Nel frattempo, le cartucce sparate nella prima parte dello show hanno lasciato spazio ad uno stacco centrale pi\u00f9 lento e corrosivo, con la tetra &#8220;Horrorscope&#8221; a fare da padrona, anticipando cos\u00ec altre due pietre miliari della discografia degli Overkill. La prima \u00e8 riconosciuta a tutti gli effetti come la canzone che ha dato il via alla seconda giovinezza del gruppo: il rombo &#8220;Ironbound&#8221; ha praticamente aperto i battenti per la seconda bombetta, quella &#8220;Elimination&#8221; presentata come sempre dall&#8217;acutissimo ringhio di Bobby. Rapida, essenziale!<br \/>\nSi parla spesso, infine, di fratellanza tra metallari: se sia vero o no ci interessa poco, ma sentir cantare a pieni polmoni dai presenti &#8220;In Union We Stand&#8221;, guidati dallo stesso Ellsworth nei panni di direttore d&#8217;orchestra, ha regalato un emozionante momento di aggregazione generale. A chiudere, come da programma, ci ha pensato un globale &#8220;Fuck You&#8221;, in cui Bobby, seguendo il copione, ha chiamato in causa &#8220;<em>Diii Diii!!!<\/em>&#8221; per attaccare il brano, salvo accorgersi e correggersi subito con un simpatico &#8220;<em>Speeeeeeesy!!!<\/em>&#8220;.<br \/>\nSudati, stanchi, ma con gli sguardi intrisi di euforia: lo stato d&#8217;animo di chi ha goduto di un&#8217;elettrizzante serata (o giornata) all&#8217;insegna del sano e vecchio thrash metal. (Andrea Intacchi)<\/p>\n<p><em>Setlist:<\/em><br \/>\nScorched<br \/>\nRotten to the Core<br \/>\nBring Me the Night<br \/>\nHello From the Gutter<br \/>\nDeny the Cross<br \/>\nElectric Rattlesnake<br \/>\nMean, Green, Killing Machine<br \/>\nNecroshine<br \/>\nHorrorscope<br \/>\nUnder One<br \/>\nThe Surgeon<br \/>\nIronbound<br \/>\nElimination<\/p>\n<p><em>Encore:<\/em><br \/>\nIn Union We Stand<br \/>\nE.vil N.ever D.ies<br \/>\nFuck You<\/p>\n<div id=\"attachment_582838\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-582838\" class=\"size-large wp-image-582838\" src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Overkill-14-09-2024-012-700x467.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-582838\" class=\"wp-caption-text\">Overkill &#8211; Metalitalia.com Festival &#8211; 14 settembre 2024 &#8211; foto Enrico Dal Boni<\/p><\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/metalitalia.com\/galleria_fotografica\/metalitalia-com-festival-2024-le-foto-del-primo-giorno\/\">Guarda tutte le foto di band e pubblico del primo giorno.<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/metalitalia2021\">Le foto dei meet &amp; greet sono disponibili sulla nostra pagina facebook.<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>DOMENICA 15 SETTEMBRE<\/strong><\/h3>\n<p>Il Live Club comincia gi\u00e0 a popolarsi, complice il meet&amp;greet imminente con i Cirith Ungol, di una discreta dose di spettatori sin dall&#8217;apertura del secondo giorno di festival.<br \/>\n\u00c8 quindi con loro grande sorpresa che gli <strong>HELL FIRE<\/strong> si trovano davanti un pubblico gi\u00e0 abbastanza nutrito, a cui viene gi\u00e0 pettinata la chioma con la prima &#8220;Medieval Cowboys&#8221;, tratta dall&#8217;ultimo album in studio &#8220;Reckoning&#8221;, uscito nel 2022.<\/p>\n<p>Gli Hell Fire sono infatti una americanissima formazione dedita a uno speed\/thrash velocissimo e killer, basato sulla voce devastante di Jake Nunn, che dal vivo dimostra la stessa bravura che in studio. Anche se nessuno ha ancora molta voglia di pogare, si vede qua e l\u00e0 qualche headbanging quando partono botte come &#8220;Addicted To Violence&#8221; o la pi\u00f9 scanzonata &#8220;On The Loose&#8221;, capace di dimostrare come la formazione attiva da quindici anni voglia sfruttare questa giornata come grande apertura del tour di spalla ai Satan.<\/p>\n<p>Spiccano le doti di ognuno dei musicisti, dal basso di Kai Sun alla batteria di Mike Smith, a loro agio anche sui dischi usciti precedentemente al loro ingresso nella band. Dopo qualche capatina nei dischi antecedenti con &#8220;War Path&#8221;, lo show non pu\u00f2 che chiudersi con &#8220;Reckoning&#8221;, la title-track dell&#8217;ultimo album che, dopo la pettinata della prima traccia, ci fa diventare direttamente biondi: speriamo che gli Hell Fire non si perdano nel grande calderone della scena New Wave Of Traditional Heavy Metal, perch\u00e9 con la grande grinta dimostrata a questo Metalitalia.com Festival si sono meritati ben pi\u00f9 di un applauso! (Dario Onofrio)<\/p>\n<div id=\"attachment_582281\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-582281\" class=\"size-large wp-image-582281\" src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Hellfire-Metalitalia.com-Festival-15-09-2024-28-700x467.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-582281\" class=\"wp-caption-text\">Hellfire &#8211; Metalitalia.com Festival &#8211; 15 settembre 2024 &#8211; foto Benedetta Gaiani<\/p><\/div>\n<div dir=\"auto\">Il pubblico si fa pi\u00f9 folto quando alle 14.40 iniziano, puntuali come un orologio svizzero, i metaller californiani <strong>HAUNT<\/strong>.<br \/>\nDopo l&#8217;energia incontrollata degli Hell Fire, non \u00e8 impresa facile salire sul palco e pareggiarne la dedizione: al gruppo condotto e capitanato dal chitarrista e cantante Trevor William Church, manca un po&#8217; di adrenalina per incendiare lo scenario e scatenare i presenti che, sorseggiando la loro birra, apprezzano ed applaudono ma senza esaltarsi pi\u00f9 di tanto &#8211; e, a dire il vero, probabilmente aprire lo show con brani cadenzati come &#8220;Steel Mountains&#8221; e &#8220;Mind Freeze&#8221; non \u00e8 stata la scelta pi\u00f9 azzeccata.Al drumming di Andres Alejandro Saldate manca un pizzico di elettricit\u00e0 mentre il lavoro alle voci, dove si scambiano Andy Lei e lo stesso Trevor, non \u00e8 certo tra i migliori che si possa trovare all&#8217;interno del panorama heavy metal classico, ma comunque i nostri riescono nell&#8217;impresa di mettere la marcia giusta.I ritmi spediti di &#8220;Hearts On Fire &#8221; danno infine una svegliata all&#8217;atmosfera, mentre la massiccia &#8220;Burst into Flame&#8221;, estratta dall&#8217;omonimo disco, chiude lo show tra riff esplosivi ed un cantato pi\u00f9 tirato.<br \/>\nIn un contesto di livello elevato, come quello che abbiamo vissuto durante tutta la giornata, gli Haunt escono a testa alta e tra gli applausi ma senza rimanere &#8211; a fine serata &#8211; nei ricordi dei presenti. (Federico Orano)<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">\n<div id=\"attachment_582309\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-582309\" class=\"size-large wp-image-582309\" src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Haunt-Metalitalia.com-Festival-15-09-2024-28-700x467.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-582309\" class=\"wp-caption-text\">Haunt &#8211; Metalitalia.com Festival &#8211; 15 settembre 2024 &#8211; foto Benedetta Gaiani<\/p><\/div>\n<\/div>\n<p>Per chi scrive, vi era parecchia curiosit\u00e0 nel vedere all&#8217;opera i <strong>NIGHT DEMON<\/strong>.<br \/>\nIl trio californiano, guidato dal bassista Jarvis Leatherby, fautore tra le altre cose della rimessa in moto dei Cirith Ungol, ha sviluppato nel tempo il tipico heavy-power di sostanza NWOBHM, roccioso, melodico e stradaiolo, riuscendo, con l&#8217;ultimo &#8220;Outsider&#8221;, ad uscire un po&#8217; da un pericoloso e scontato seminato, aggiungendo qualcosa di proprio ad una formula sin troppo collaudata.<\/p>\n<p>Per cui, quando dalla casse \u00e8 partito il preludio della stessa &#8220;Outsider&#8221; l&#8217;adrenalina ha raggiunto livelli pi\u00f9 che accettabili ma&#8230; nel momento esatto in cui il concerto ha preso inizio, una strana sensazione ha lentamente preso il sopravvento, come se una barriera avesse trattenuto qualsiasi influsso emozionale, impedendo alla band di andare oltre la &#8216;semplice&#8217; esecuzione dei vari brani.<\/p>\n<p>Se, per esempio, gli Hell Fire hanno vinto grazie al loro approccio, immediato e spontaneo, sparando sulla folla genuinit\u00e0 e grinta da vendere, facendo pronunciare a diversi presenti il solenne e definitivo <em>&#8220;hanno un bel tiro&#8221;,<\/em> da parte loro i Night Demon hanno peccato proprio in questa fase, non riuscendo a trasmettere la giusta energia, elemento cardine di un live.<br \/>\nSgangherata &#8220;Screams In The Night&#8221;, appassionante &#8220;Escape From Beyond&#8221;, poderosa &#8220;Dawn Rider&#8221;, ma in alcuni momenti \u00e8 stato come se sul palco, anzich\u00e8 una band, ci fosse uno stereo, con i vari album impegnati a diffondere i pezzi programmati.<\/p>\n<p>E neppure lo stesso Jarvis ha contribuito a migliorare questo aspetto, limitandosi a cantare e darsi il cambio di postazione con l&#8217;amico chitarrista Armand John Anthony, senza mai dialogare con il pubblico, se non sul finale quando, grazie anche alla trascinante &#8220;Welcome To The Night&#8221;, l&#8217;hype si \u00e8 finalmente generato, creando la famosa alchimia tre le parti come proclamava ventiquattro anni fa tal Lemmy Kilmister (&#8220;<em>we know alchemy, we bring you rock&#8217;n&#8217;roll<\/em>&#8220;).<br \/>\nNight Demon bocciati? No, assolutamente, ma ci saremmo aspettati un impatto, in termini di cuore, di maggior portata espresso dal terzetto di Ventura.\u00a0 (Andrea Intacchi)<\/p>\n<div id=\"attachment_582353\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-582353\" class=\"size-large wp-image-582353\" src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Night-Demon-Metalitalia.com-Festival-15-09-2024-19-700x467.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-582353\" class=\"wp-caption-text\">Night Demon &#8211; Metalitalia.com Festival &#8211; 15 settembre 2024 &#8211; foto Benedetta Gaiani<\/p><\/div>\n<p>Possiamo tranquillamente dire che quella dei <strong>SATAN<\/strong> \u00e8 stata una delle performance migliori della seconda giornata.<br \/>\nLa band inglese, forte del recentissimo &#8220;Songs In Crimson&#8221;, dal quale sfortunatamente non \u00e8 stato proposto alcun brano, ha tenuto l&#8217;ennesima volta una precisa e cordiale lezione di NWOBHM.<\/p>\n<p>Tanto vintage esteticamente, quanto totalizzanti una volta imbracciati gli strumenti, i Satan hanno deliziato i palati sopraffini dei presenti, proponendo il loro particolarissimo repertorio, fatto di indiavolati inseguimenti alle sei corde, guidati dall&#8217;eccentrico Russ Tippins, catapultatosi direttamente dagli anni &#8217;70, e Steve Ramsey, anch&#8217;egli mattatore sulla sinistra del palco.<br \/>\nAl centro, il direttore d&#8217;orchestra, Brian Ross appunto, visibilmente sovrappeso, ma con un timbro di voce diabolicamente unico, nel suo continuo saliscendi sul pentagramma indiavolato scritto dal quintetto britannico. Maestria, classe, eccellenza, dimostrati nel giro di un nanosecondo: &#8220;Trail By Fire&#8221;, brano di apertura dello storico &#8220;Court In The Act&#8221;, ci ha portato nell&#8217;aula metal di un conservatorio, per assistere, come detto, ad una sessione live di heavy metal, caratterizzata, giusto evidenziarlo, da volumi questa volta coordinati e precisi.<\/p>\n<p>Sullo sfondo, la scritta Satan \u00e8 andata colorandosi di volta in volta, ma quando un gruppo \u00e8 cos\u00ec attraente, anche gli orpelli scenografici non ricoprono un ruolo primario: sono bastate, infatti, le note di &#8220;Blades Of Steel&#8221; per riportare l&#8217;attenzione sui cinque di Newcastle, in una sorta di pi\u00e8ce teatrale, dove Ross si muove come una statua di cera nel togliersi i guanti per asciugarsi il volto, mentre il resto della band prosegue negli stacchi labirintici.<\/p>\n<p>Ogni pezzo, da quelli estratti da &#8220;Eath Infernal&#8221; sino alla bellissima &#8220;Into The Mouth Of Eternity&#8221; di &#8220;Cruel Magic&#8221;, ha rivestito i panni di un atto operistico. Ed \u00e8 stato proprio in occasione di quest&#8217;ultimo brano che Brian ha mostrato segnali di fastidio, puntando prima il dito verso la transenna, quindi voltando addirittura le spalle in segno di &#8216;protesta&#8217;. Sta di fatto che, una volta terminato il pezzo, il cantante inglese ha invitato un metallaro posto tra le prime file a filare in fondo al locale, evitando di dar noia al resto dei ragazzi presenti per colpa di un pogo un po&#8217; troppo forsennato.<br \/>\nSuperato il momento &#8216;ni&#8217;, il concerto ha chiuso i battenti con la solitaria &#8220;Alone In The Dock&#8221;, degna conclusione di uno show, ci ripetiamo, impeccabile. (Andrea Intacchi)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-582460\" title=\"\" src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Satan-Metalitalia.com-Festival-15-09-2024-7-700x467.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><\/p>\n<p>Una delle esibizioni pi\u00f9 attese dai presenti, inclusi noi della redazione, \u00e8 senza dubbio quella degli statunitensi <strong>WARLORD<\/strong>, la cui attuale incarnazione ha generato pi\u00f9 di qualche controversia, soprattutto per via della decisione del batterista e leader Mark Zonder di proseguire l&#8217;attivit\u00e0 della band, nonostante la scomparsa dell&#8217;inimitabile chitarrista William J. Tsamis.<\/p>\n<p>Il combo si presenta on stage con qualche minuto di ritardo, dato da alcune problematiche tecniche iniziali, e suscita inizialmente qualche perplessit\u00e0, data da certa rugginosit\u00e0 nella coesione generale. Si tratta per\u00f2 di una sensazione destinata a lasciar presto il posto alle emozioni pi\u00f9 genuine, stimolate da una selezione corposissima di brani provenienti da gran parte del repertorio degli Warlord, e conseguentemente anche del side project Lordian Guard.<br \/>\nDalla iniziale ed iconica &#8220;Lucifer&#8217;s Hammer&#8221;, passando per le numerose menzioni all&#8217;album &#8220;Rising Out From The Ashes&#8221;, fino ad arrivare alle ancora recenti &#8220;City Walls Of Troy&#8221; e &#8220;70,000 Sorrows&#8221; (dallo scintillante &#8220;The Holy Empire&#8221;), il concerto assume davvero una connotazione commemorativa di quello che \u00e8 l&#8217;inestimabile lascito del sopracitato chitarrista e fondatore.<\/p>\n<p>Ovviamente, non c&#8217;\u00e8 nulla di pi\u00f9 pregevole degli iconici pezzi risalenti al primo periodo, e tra questi \u00e8 impossibile non menzionare &#8220;Penny For A Poor Man&#8221;, &#8220;Black Mass&#8221;, &#8220;Deliver Us From Evil&#8221; e l&#8217;immancabile &#8220;Child Of The Damned&#8221;, sulla quale alcuni presenti dietro le prime file accennano quasi una sorta di piccolo moshpit, spinti da quello che \u00e8 probabilmente uno dei pezzi pi\u00f9 belli della storia del metallo epico.<\/p>\n<p>Il tutto risulta peraltro gestito ottimamente a livello musicale, malgrado qualche lieve parvenza di debolezza iniziale, presto superata anche grazie ad un sound pulito e al contributo del vocalist Giles Lavery, capace di mettere in risalto la propria ugola dopo qualche minutino di riscaldamento, confermando di essere stato un&#8217;ottima scelta per il posto dietro al microfono. Ci spiace un po&#8217; non udire niente dal gradevolissimo ultimo album &#8220;Free Spirit Soar&#8221;, ma trattandosi di uno show commemorativo possiamo dire che va bene anche cos\u00ec.<\/p>\n<p>A questo punto, a prescindere dalle critiche (pure legittime) sul futuro del gruppo, vogliamo essere speranzosi riguardo il prosieguo di ci\u00f2 che i Warlord incarnano oggi, anche in base a quanto enunciato dallo stesso Zonder poco dopo lo show, secondo il quale l&#8217;importante \u00e8 che la band funzioni e i singoli musicisti siano adeguatamente affiatati.<br \/>\nConsiderando le emozioni provate stasera in concomitanza di determinati pezzi, ammettiamo di volerne ancora, e anche per questo ci auguriamo di avere qualche altra occasione in loro compagnia in futuro. (Roberto Guerra)<\/p>\n<div id=\"attachment_582457\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-582457\" class=\"size-large wp-image-582457\" src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Warlord-Metalitalia.com-Festival-15-09-2024-5-700x467.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-582457\" class=\"wp-caption-text\">Warlord &#8211; Metalitalia.com Festival &#8211; 15 settembre 2024 &#8211; foto Benedetta Gaiani<\/p><\/div>\n<p>Se l\u2019esibizione dei Warlord ha gi\u00e0 fatto molto per rendere storica questa giornata del festival, ci pensano i <strong>CIRITH UNGOL<\/strong> a darne definitiva conferma.<br \/>\nAnche per la band statunitense, infatti, quella al Live Club \u00e8 la prima data italiana della loro storia e ci rende particolarmente orgogliosi sapere di essere riusciti ad averli qui per il loro tour d\u2019addio. I Cirith Ungol, da parte loro, avevano un solo modo per ripagare al meglio tutti questi anni di attesa, e l\u2019hanno fatto, dando vita ad uno show tirato come una corda di chitarra ed intenso come la pi\u00f9 epica delle imprese eroiche.<\/p>\n<p>Niente fronzoli o orpelli scenici per loro, giusto il loro logo proiettato sullo schermo; non serve altro che la musica alla band per portarci in un mondo di racconti epici e oscuri: si parte con \u201cAtom Smasher\u201d, seguita a ruota da \u201cI\u2019m Alive\u201d, e da l\u00ec in avanti non ci resta un attimo di respiro per tutti i novanta minuti dell\u2019esibizione.<br \/>\nLa scaletta non riserva sorprese rispetto a quanto fatto nel resto del tour europeo, rimescolando giusto un po&#8217; l&#8217;ordine dei brani. La scelta delle canzoni \u00e8 bilanciata tra vecchio e nuovo, con un occhio di riguardo allo storico &#8220;King Of The Dead&#8221;, di cui viene suonata l&#8217;intera prima facciata, e il pi\u00f9 recente &#8220;Dark Parade&#8221;, che non sembra soffrire l&#8217;accostamento ai classici della band, grazie ad una performance maiuscola di tutta la band.<\/p>\n<p>Armand John Anthony, che abbiamo gi\u00e0 visto suonare nel set dei Night Demon, disegna riff taglienti come lame, mentre Jarvis Leatherby, con il suo basso riesce a sopperire perfettamente all\u2019assenza di una chitarra ritmica, con un muro sonoro impenetrabile.<br \/>\nTim Baker, da parte sua, urla e ringhia nel microfono con un\u2019intensit\u00e0 invidiabile, con movimenti compassati ma sempre efficaci, come quando su \u201cKing Of The Dead\u201d inizia a caracollare come uno zombie, tra le ovazioni del pubblico.<\/p>\n<p>Brani come \u201cBlack Machine\u201d e \u201cChaos Descend\u201d non lasciano scampo e, quando il finale arriva sulle note della devastante \u201cJoin The Legion\u201d, si ha nettamente la sensazione di aver assistito ad un evento unico. (Carlo Paleari)<\/p>\n<div id=\"attachment_582463\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-582463\" class=\"size-large wp-image-582463\" src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Cirith-Ungol-Metalitalia.com-Festival-15-09-2024-31-700x467.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-582463\" class=\"wp-caption-text\">Cirith Ungol &#8211; Metalitalia.com Festival &#8211; 15 settembre 2024 &#8211; foto Benedetta Gaiani<\/p><\/div>\n<p>L\u2019ultimo concerto del festival era ammantato dell\u2019aura di evento fin dall\u2019annuncio: una condizione potenzialmente a doppio taglio, ma come leggerete nel seguito, ci risulta difficile immaginare qualcuno deluso dall\u2019esibizione di questa sera dei <strong>DEATH SS<\/strong>. Ma andiamo con ordine.<br \/>\nLo show di Steve Sylvester e (parecchi) soci prevede due distinti set: un <em>best of<\/em> con l\u2019attuale, gi\u00e0 ben rodata formazione, e il ritorno sul palco del gruppo che registr\u00f2 il mitico \u201cIn Death Of Steve Sylvester\u201d nel 1988.<\/p>\n<p>Un\u2019occasione quindi pi\u00f9 unica che rara, anche se per i pi\u00f9 tassonomici \u00e8 giusto precisare la presenza di Andy &#8216;Bull&#8217; Panigada alla chitarra al posto di Kurt Templar e il doppio turno per Freddy Delirio, un sodale ormai imprescindibile nell\u2019economia della band, perfetto per aggiungere i suoi preziosi ricami a una serie di brani che, all\u2019epoca, avevano visto l\u2019ingegnere del suono Baldassarri occuparsi come turnista delle tastiere.<\/p>\n<p>La scaletta della prima parte dello show non ha difetti, se non &#8211; ahinoi -quello della brevit\u00e0. Su un palco impreziosito come sempre da una scenografia catacombale e horror, acuita dalle splendide proiezioni di film che hanno spaziato dagli albori del cinema ai classici della Hammer, i cinque ci propongono una sequenza da applausi e brividi: dopo l\u2019ormai canonica intro di \u201cAve Satani\u201d da The Omen (e torniamo al cinema!), \u00e8 subito adrenalina con \u201cLet The Sabbath Begin\u201d.<br \/>\nI suoni sono perfetti e potenti, Steve, da buon vampiro, sembra ringiovanire anzich\u00e9 invecchiare e in generale l\u2019amalgama tra gli altri membri si conferma perfetta, a dimostrazione di come non solo il leader sappia circondarsi di musicisti di alto profilo da sempre, ma anche di non serva nemmeno suonare ogni tre giorni a sagre di paese per essere rodati: le date dei Death SS sono molto selezionate, si sa, ma il lavoro dietro resta sempre mostruoso.<\/p>\n<p>Tra una \u201cCursed Mama\u201d, \u201cHorrible Eyes\u201d e gi\u00f9 gi\u00f9 fino al gran finale \u2013 ormai da prassi di \u2013 \u201cHeavy Demons\u201d, fa piacere trovare anche l\u2019accattivante \u201cZora\u201d; un brano notoriamente recente, ma che giustamente trova spazio in scaletta, perch\u00e9 la band non ha finito di scrivere ottimi pezzi quando c\u2019era la lira. Frequenti e sempre stuzzicanti i siparietti con le performer seminude, che sanno essere a seconda del momento sexy, inquietanti o chiaramente autoironiche rispetto all\u2019esibizione del loro corpo.<\/p>\n<p>La preparazione della seconda parte dello show porta via forse un pizzico di tempo pi\u00f9 del previsto, ma la sensazione di trovarsi catapultati indietro nel tempo \u00e8 poi totale. Il perfezionismo di Steve Sylvester \u00e8 cosa nota, ma fa comunque effetto rivedere i costumi di scena originali dei Death SS del 1988, ancora impeccabili e perfettamente funzionali \u2013 pur con qualche aggiustamento.<br \/>\nNon serve evidentemente l\u2019elenco pedissequo dei brani eseguiti, noti a tutti dal tempo che fu e comunque riportati in calce a fine testo: ci\u00f2 conta \u00e8 l\u2019atmosfera percepita, e per chi scrive \u00e8 davvero, davvero difficile che questo venga scavalcato come concerto dell\u2019anno.<br \/>\nFin dalle note di \u201cThe Hanged Ballad\u201d (bella, peraltro, la scelta di non suonare il disco &#8216;di fila&#8217;) \u00e8 evidente che i vecchi compagni ci credono e sono presenti per davvero, senza cedimenti o momenti imbarazzanti; per darvi un\u2019idea pi\u00f9 chiara, sono passati trentaquattro anni dall\u2019ultima volta che \u201cWerewolf\u201d \u00e8 stata proposta live, e gi\u00e0 alcuni di loro erano fuori dalla band.<br \/>\nQuasi a sottolineare un rituale diverso, \u00e8 il fumo a farla da padrone, su un palco pi\u00f9 scarno, con proiezioni meno frenetiche e anche una sola uscita, ovviamente su \u201cVampire\u201d, da parte delle due ballerine; tutto contribuisce alla sensazione che non sia un gioco: pu\u00f2 essere un omaggio di cuore ai fan, sono sicuramente lontani i tempi delle dissacrazioni di tombe dei fenomeni inspiegabili intorno a loro, ma sul palco c\u2019\u00e8 davvero la storia dell\u2019horror metal mondiale.<\/p>\n<p>A coronare tutto, e a chiudere il cerchio aperto due ore prima, nel bis ci propongono la cover di \u201cCome To The Sabbath\u201d dei Black Widow, e veramente non sapremmo cosa chiedere di pi\u00f9. Ecco perch\u00e9 chiudiamo, semplicemente, con una sorta di lapide commemorativa.<br \/>\nGrazie, davvero, a<br \/>\nSteve Sylvester, &#8216;The Vampire&#8217;<br \/>\nChristian Wise, &#8216;The Death&#8217;<br \/>\nErik Landley, &#8216;The Black Mummy&#8217;<br \/>\nBoris Hunter, &#8216;The Werewolf&#8217;<br \/>\nE gli accoliti:<br \/>\nAndy &#8216;Bull&#8217; Panigada, &#8216;The Zombie&#8217;<br \/>\nFreddy Delirio, &#8216;The Phantom Of The Opera&#8217;<br \/>\n(Simone Vaval\u00e0)<\/p>\n<p><em>Setlist:<br \/>\n<\/em>Intro-Ave Satani<br \/>\nLet The Sabbath Begin<br \/>\nCursed Mama<br \/>\nHorrible Eyes<br \/>\nWhere Have You Gone?<br \/>\nBaphomet<br \/>\nZora<br \/>\nBaron Samedi<br \/>\nHeavy Demons<\/p>\n<p>The Hanged Ballad<br \/>\nMurder Angels<br \/>\nZombie<br \/>\nDeath<br \/>\nBlack Mummy<br \/>\nTerror<br \/>\nWerewolf<br \/>\nVampire<br \/>\nCome To The Sabbath (Black Widow Cover)<\/p>\n<div id=\"attachment_582587\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-582587\" class=\"size-large wp-image-582587\" src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Death-SS-Metalitalia.com-Festival-15-09-2024-5-700x467.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-582587\" class=\"wp-caption-text\">Death SS &#8211; Metalitalia.com Festival &#8211; 15 settembre 2024 &#8211; foto Benedetta Gaiani<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_582579\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-582579\" class=\"size-large wp-image-582579\" title=\"\" src=\"https:\/\/metalitalia.com\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Death-SS-Metalitalia.com-Festival-15-09-2024-60-700x467.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"467\" \/><p id=\"caption-attachment-582579\" class=\"wp-caption-text\">Death SS &#8211; Metalitalia.com Festival &#8211; 15 settembre 2024 &#8211; foto Benedetta Gaiani<\/p><\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/metalitalia.com\/galleria_fotografica\/metalitalia-com-festival-2024-le-foto-del-secondo-giorno\/\">Guarda tutte le foto di band e pubblico del secondo giorno.<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/metalitalia2021\">Le foto dei meet &amp; greet sono disponibili sulla nostra pagina facebook.<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione di Sara Sostini Report di Alessandro Elli, Andrea Intacchi, Carlo Paleari, Dario Onofrio, Federico Orano, Marco Gallarati, Roberto Guerra, Simone Vaval\u00e0, Stefano Protti Fotografie di Benedetta Gaiani, Dario Onofrio, Enrico Dal Boni, Simona Luchini Ci sono, nel corso dell&#8217;anno, appuntamenti fissi, attesi con un misto di trepidazione e gioia: per noi di Metalitalia.com, il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":"","_seopress_robots_follow":"","_seopress_robots_imageindex":"","_seopress_robots_snippet":"","_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_robots_breadcrumbs":"","_seopress_robots_freeze_modified_date":"","_seopress_robots_custom_modified_date":"","_seopress_robots_canonical":"","_seopress_social_fb_title":"","_seopress_social_fb_desc":"","_seopress_social_fb_img":"","_seopress_social_fb_img_attachment_id":0,"_seopress_social_fb_img_width":0,"_seopress_social_fb_img_height":0,"_seopress_social_twitter_title":"","_seopress_social_twitter_desc":"","_seopress_social_twitter_img":"","_seopress_social_twitter_img_attachment_id":0,"_seopress_social_twitter_img_width":0,"_seopress_social_twitter_img_height":0,"_seopress_redirections_value":"","_seopress_redirections_enabled":"","_seopress_redirections_enabled_regex":"","_seopress_redirections_logged_status":"both","_seopress_redirections_param":"","_seopress_redirections_type":301,"_seopress_analysis_target_kw":"","_seopress_news_disabled":"","_seopress_video_disabled":"","_seopress_video":[],"_seopress_pro_schemas_manual":[],"_seopress_pro_rich_snippets_disable_all":"","_seopress_pro_rich_snippets_disable":[],"_seopress_pro_schemas":[],"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-3499","page","type-page","status-publish","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.metalitalia-festival.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3499","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.metalitalia-festival.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.metalitalia-festival.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.metalitalia-festival.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.metalitalia-festival.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3499"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.metalitalia-festival.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3499\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3501,"href":"https:\/\/www.metalitalia-festival.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3499\/revisions\/3501"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.metalitalia-festival.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3499"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}